Transessualismo e omosessualità: l’ipocrisia della medicina di regime

Un errore è di per sé qualcosa che non è andato nel verso giusto, e se qualcosa non è andato nel verso giusto è doveroso capire cosa si sia inceppato nel processo naturale e cercare di risolverlo e prevenirlo. Un principio che nessuno si metterebbe a contestare fino a che l’argomento non entra nel campo minato dell’omosessualità.

Un transessuale è una persona che si sente nel corpo sbagliato. Nato donna in un corpo da uomo, o viceversa. Sono sia la medicina che i diretti interessati ad utilizzare la parola “sbagliato”.

Se il corpo è sbagliato allora si dovrebbe poter parlare tranquillamente di errore della natura, ma così non è quando l’errore riguarda il mondo gay.

Si può dire che la Sindrome di Down è un errore genetico e cercarne la soluzione, ma non si può dire che l’omosessualità sia quantomeno una disfunzione ormonale e psicologica di cui cercarne la cura. L’omosessualità è l’unica disfunzione che è diventata normalità, che non necessita di essere studiata e risolta.

Chi prova a dire il contrario viene messo alla gogna dalla stessa medicina che dovrebbe occuparsi di guarire le disfunzioni. Ne sa qualcosa Silvana De Mari che rischia di essere radiata dall’Albo dei Medici chirurghi per aver detto di essere in grado di curare i gay.

Facciamoci qualche domanda su questo regime del pensiero unico e soprattutto diamoci delle risposte. Riprendiamoci il diritto di pensare e parlare liberamente dicendo che qualsiasi disfunzione, in quanto tale, non è normale.

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