Scoppia il caso dei siti bufala. ENI corre in aiuto di Gentiloni

Ormai siamo abituati da diversi anni alle notizie false che girano sul web e puntualmente condivise tramite i social come Facebook e Twitter. Bufale che diventano virali grazie alla furbizia degli autori (che ci guadagnano bei soldoni) e alla ingenuità (stupidità?) degli utenti che le condividono in rete senza farsi domande.

Pur essendo un problema conosciuto da molto tempo sale all’attenzione dei “giornaloni” nazionali solo quando, guarda caso, ad essere coinvolto è il neo Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

E’ stato scritto di tutto su Berlusconi, Renzi, Boschi, Salvini e qualsiasi politico degli ultimi 10 anni senza che nessuno battesse ciglio, mentre ora con Gentiloni qualcosa si è mosso ed è saltato un equilibrio. Perché?

Scoppia la bufala, si alzano gli scudi di AGI.it

A portare l’attenzione sui siti bufala ci ha pensato l’AGI (Agenzia Giornalistica Italia) sul suo sito agi.it .

Il 13 dicembre il direttore Riccardo Luna punta il dito su LiberoGiornale.com, noto sito di notizie false, per aver messo on-line una bufala su Gentiloni dal titolo “Gentiloni choc: gli italiani imparino a fare sacrifici e la smettano di lamentarsi”.

Notizia falsa che in poche ore aveva avuto una risonanza incredibile tra gli utenti del web e 6000 condivisioni.

Agi.it apre con un titolo quasi autocritico “Se la bufala su Gentiloni fa più condivisioni di Repubblica, Stampa e Corriere il problema siamo noi” ma in realtà nel testo non c’è traccia di mea culpa o di analisi sociologiche e giornalistiche. Semplicemente si scaglia contro chi condivide notizie “avvantaggiando Trump, la Brexit e coloro che sgretolano le comunità alimentando l’odio sociale“.

Neanche fosse un affare di Stato (ma lo è, per loro, come vedremo) il caso va avanti anche i giorni seguenti con un articolo del 16 dicembre che annuncia la chiusura del sito di bufale e uno del 17 dicembre che snocciola a fondo il fenomeno dando un nome al presunto colpevole.

Gli stessi articoli sono stati ripresi anche da testate nazionali di cui AGI è SELEZIONATORE E FORNITORE DI NOTIZIE.

Chi c’è in AGI

Il Presidente di AGI è Massimo Mondazzi, Capo dell’Ufficio Finanziario di ENI, di cui fa parte dal 1992.

Il Vice Direttore con delega per l’informazione politica è Giuseppe Minzolini. Fratello del più noto ex direttore del TG1 e ora Senatore della Repubblica Augusto Minzolini, nominato nelle fila di Forza Italia e più volte sotto i riflettori per una gestione dell’informazione pubblica troppo di parte in favore di Berlusconi. Nel 2015 Augusto viene condannato a 2 anni e 6 mesi in via definitiva per peculato continuato in merito alla spesa di 65 mila euro con la carta di credito della Rai.

Il Governo in ENI e ENI nel Governo

Paolo Gentiloni è stato Ministro degli Esteri prima di sedere sulla poltrona di comando del Governo. Nominato da Renzi, si dice che sia il suo alter ego. Come Ministro si è speso spesse volte per magnificare le doti dell’ENI (Ente Nazionale Idrocarburi, prima azienda italiana per fatturato e 22° nel mondo), guidata da Emma Marcegaglia. Azienda di proprietà dello Stato fino al 1995, è stata (s)venduta in varie fasi successive ad azionisti privati. Al momento il 30% è ancora in mano allo Stato che ne detiene il controllo.

Eni è stata coinvolta a più riprese in vari scandali tra cui i “fondi neri” dell’era tangentopoli nel 1993, indagini per corruzione all’estero, evasione fiscale e intrallazzi con servizi segreti di cui non si sa se sia vittima o complice. Entrata anche nello scandalo dei Panama Papers è stata definita come l’azienda capace di piegare lo Stato ai propri interessi. Di notizie con coinvolgimenti dell’ENI in questioni losche se ne possono trovare a bizzeffe con una semplice ricerca su internet compresa quella di un tentativo di intimidazione verso Milena Gabanelli per il suo programma Report nel quale voleva far luce sull’attività del gruppo.

Sembra che Renzi abbia lasciato a Gentiloni delle “consegne” sulle nomine di Stato per ENI, Enel e Poste. Quando era Ministro  degli esteri ha tenuto incontri e contatti con l’Iran, Azerbaigian, Cipro e altre nazioni, sempre magnificando le potenzialità dell’ENI per gli investimenti nel campo energetico estero.

Ha fatto scalpore la dichiarazione di Renzi nel 2014 nella quale ammetteva che ENI era parte integrante e occulta dei servizi segreti di Intelligence Italiani.

Aldo Giannulli aveva ipotizzato che la nomina a Ministro degli Esteri fosse per una sua “vicinanza a Israele e al Vaticano ma soprattutto devoto a Washington, per controbilanciare la perdurante amicizia con la Russia, via Eni”.

Volendo aggiungere un tassello in più, non di seconda importanza, possiamo dire che il Vice Ministro di Gentiloni, Lapo Pistelli, nel giugno 2015 lascia il suo incarico per entrare nei vertici della dirigenza… di ENI! E’ stato chiamato direttamente dall’Ad di ENI Claudio Descalzi, a sua volta nominato dal Governo Renzi. Il passaggio viene benedetto anche da Pierluigi Bersani che con un Twitt si congratula con ENI per l’ottimo “acquisto”.

Una questione di mantenimento di buoni rapporti, insomma, dove una mano lava l’altra e dove si proteggono gli interessi reciproci (economici da una parte e di immagine dall’altra) usando il potere politico e quello mediatico in uno scambio di favori.

E’ probabile che nei prossimi tempi la questione delle bufale on-line prenda artificiosamente sempre più corpo e verrà usata come pretesto per limitare la libertà di parola di personaggi scomodi non allineati ai media main stream.

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