Saviano vuole i Sindaci Africani ma dimentica Detroit

Il sogno di Saviano è quello di avere sindaci africani al sud. Mafia e Africa, un connubio già visto che non ha portato bene.

Il sogno di Saviano lo possiamo già trovare avverato a Detroit, città americana che ha dichiarato fallimento nel 2013.

Detroit è stata una metropoli industriale dell’automobile per tutta la prima metà del ‘900 con quasi 2 milioni di abitanti.

Con il boom economico del 1906 grosse masse di americani bianchi e neri si riversarono nella città andando a costituire la manodopera della casa automobilistica Ford. Arrivarono anche le prime famiglie mafiose siciliane che presero a trafficare in affari illeciti.

Dal 1967 ci furono diverse ribellioni del popolo nero contro i controlli della Polizia che contrastavano gli esercizi commerciali abusivi. Fu una delle rivolte più violente e sanguinose nella storia degli Stati Uniti e si contarono 43 morti e 1189 feriti. Conseguentemente la popolazione bianca si allontanò dalla città e ci fu un incremento massiccio di quella afro-americana.

I bianchi erano quelli che creavano aziende, posti di lavoro ed introiti economici su cui il Comune poteva prelevare percentuali di tassazione. La loro emigrazione ha portato allo svuotamento anche delle casse comunali che si è trovata senza più proventi e nessun reddito da tassare a causa dell’incapacità della popolazione nera di creare economia legale.

Nel 1973 venne eletto il primo Sindaco afro-americano, Coleman Young, la cui politica non fece altro che incrementare l’emigrazione dei bianchi e l’arrivo dei neri.

Tutti i successivi Sindaci furono neri e del Partito Democratico americano, e tutti contribuirono al continuo declino della città di Detroit che passò dal 1.849.658 abitanti del 1950 ai 713.777 del 2010, con una percentuale dell’82,7% di neri contro un 10,6% di bianchi.

Dal 1967 ci fu un aumento della criminalità, del degrado e il fancazzismo della nuova popolazione fece indebitare l’Amministrazione Comunale per un totale di quasi 18 miliardi di dollari.

Nel 2013 la città dichiarò il fallimento. Migliaia di case vennero messe in vendita al prezzo variabile tra 1 dollaro e 1000 dollari (non al metro quadro, era il prezzo della casa intera).

casa a Detroit in vendita a 1 dollaro

Nel 2014 gli abitanti a maggioranza nera, resisi conto della loro incapacità di autogovernarsi, elessero per un soffio il primo sindaco bianco (45% contro il 55%) dopo 40 anni di amministrazione afro-americana. Dopo 3 anni la città si sta lievemente riprendendo.

La criminalità comune è ancora in mano a gang di neri mentre il crimine organizzato è dominato da famiglie di origine siciliana che si sono passate il testimone negli anni (dagli Adamo del 1908 ai Zerilli del 1936, fino ai Giacalone dei giorni nostri) e dominano tutt’ora gli affari loschi.

Elementi di sintesi del crollo di Detroit

  • popolazione nera che si ribella a chi cerca di imporre regole civili;
  • aumento spropositato della presenza di persone di origine africana;
  • presenza di criminalità organizzata di stampo mafioso;
  • amministrazione pubblica di persone di origine africana;

Non so se anche a voi appaia evidente, ma ci sono tutti gli elementi di quello che sarebbe un Sud Italia con una guida di Sindaci africani tanto amati da Saviano.

Detroit è l’esempio del sogno realizzato da Saviano. Detroit è più vicina di quanto si possa immaginare grazie ai “Saviano” d’Italia.

A volerla dire tutta, un perfetto esempio di Sindaci africani è l’Africa stessa.

Condividi:

You May Also Like

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

12 + dodici =