La raccolta firme si preannuncia un flop, “Salvini pensi ad un piano B”

E’ mezzanotte e 46 minuti del 19 dicembre 2016. Da qualche decina di minuti si è concluso il fine settimana dedicato alla raccolta di firme promossa da Salvini per chiedere di andare al voto subito.

Si poteva firmare in molte piazze d’Italia o anche via internet sul sito votosubito.org aperto per l’occasione. Al momento la raccolta si annuncia un flop: 16900 sottoscrizioni on-line.

A queste dovranno essere aggiunte quelle raccolte nelle piazze. Potranno spostare di molto i numeri, ma non crediamo porteranno grosse sorprese. In questi giorni di freddo inverno pensiamo che molte persone abbiano preferito il “voto caldo e comodo” offerto con pochi click del mouse, anziché la fatica di andare a cercare i gazebo della Lega Nord.

Totale che sapremo solo se verrà diffuso il numero delle firme cartacee raccolte. E’ prevedibile che da domani non se ne sentirà più parlare lasciando che la figuraccia cada nel dimenticatoio (per citare un precedente… qualcuno mi dica se si ricorda la raccolta firme per il divieto agli stranieri di partecipare ai concorsi pubblici e se ha mai saputo com’è finita).

La lista delle piazze per poter votare si poteva trovare nello stesso sito del voto on-line, ma qualcuno si è recato e non ha trovato nulla. Vabbè, può succedere. Magari avranno “firmato” on-line una volta tornati a casa con la delusione nel cuore.

Niente gazebo a Monza

Qualche rapporto numerico

16.900 adesioni on-line sono meno degli abitanti totali del Comune di Cittadella, in provincia di Padova, che di abitanti ne fa 20.000. Un puntino minuscolo nel mare degli elettori.

Tenendo conto che i votanti del NO al Referendum del 4 dicembre 2016 sono stati 19.419.507, tutti potenziali firmatari della petizione Leghista, siamo nell’ordine dello 0,087% che ha accettato la sottoscrizione on-line.

La parte più dolente è quella di non essere riuscito a convincere neanche i più fedelissimi. La pagina Facebook dal nome “Matteo Salvini Leader” utilizzata appositamente per spingere la propaganda di partito, conta quasi 58.000 iscritti e molto meno di 1/3 ha seguito l’indicazione di votare on-line.

Questo ovviamente non significa che i cittadini non vogliano andare al voto subito, ma si può immaginare che non abbiano ritenuto idonea questo tipo di forma per esprimere il dissenso, proprio come avevamo ipotizzato nel precedente articolo riguardo all’inutilità delle raccolte di firme.

“Brogli” e confusione

C’è chi firma più volte con mezzi diversi e chi è convinto che la propria firma possa essere invalidata, ma la raccolta di firme, più precisamente chiamata “petizione”, non ha valore di Referendum né ha qualche valenza giuridica impositiva. E’ semplicemente una forma di protesta o di richiesta, prevista dall’articolo 50 della Costituzione e dai Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. Non c’è nessuno che autentica le firme né nessuno che poi ne controlla la validità. Tutti possono firmare per tutti, ovunque e quante volte vogliono.

Elettori confusi di Salvini
All’invito di Luca Morisi, responsabile della comunicazione on-line di Matteo Salvini e gestore della pagina Facebook “Matteo Salvini Leader”, c’è chi denota poca conoscenza giuridica e chi invece “altera” i risultati.

Banchetti deserti

La pagina Facebook ufficiale della Lega Nord non riporta nessuna foto spedita dai banchetti nelle piazze. Nessun entusiastico annuncio di assalti dei cittadini per firmare, nessun commento sull’andamento delle cose.

Invece le pagine Facebook di qualche sezione locale azzardano sparute foto del banchetto ritraente gli stoici volontari addetti alla raccolta firme. Peccato che nelle inquadrature ci siano solo loro e un desolante banchetto deserto. Nessuna coda in attesa, nessun elettore, nessuno che firma.

Se questo è il meglio che ha saputo fare il maggior partito di opposizione con la più grande presenza mediatica, sarebbe bene che Salvini pensi ad un piano alternativo più serio ed incisivo per far cadere l’ennesimo Governo non eletto dagli Italiani.

Le buffonate le lasci organizzare ad altri partiti che lo batterebbero in esperienza.

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