Per la passerella di Minniti i due Agenti di Polizia rischiano grosso

Come due bambini presi dall’entusiasmo per l’eliminazione del presunto attentatore di Berlino da parte di due giovani agenti della Polizia di Stato, il Ministro dell’Interno Minniti ed il premier Gentiloni si dimostrano peggio di Alfano e Renzi. Come due dilettanti fanno i nomi degli Agenti coinvolti nella sparatoria mettendo in grave rischio la loro incolumità.

Questa non può essere classificata come semplice gaffe. Siamo di fronte ad una plateale prova di incompetenza.

Sulla stampa iniziano a girare le foto e informazioni sugli Agenti: dove sono nati, la città di provenienza, un piccolo curriculum di servizio. I loro profili Facebook vengono presi d’assalto con commenti entusiastici di sconosciuti, amici e colleghi, ma anche di famigliari che si dichiarano orgogliosi.

Nessuno del Governo ha pensato che i due agenti avevano avuto a che fare con un delinquente legato terrorismo Jihadista internazionale e non con il solito topo d’appartamento. Organizzazione pericolosa, radicata, con cellule dormienti sparse ovunque e soprattutto spietata e vendicativa. O forse lo hanno pensato e se ne sono altamente fregati per poter fare la loro bella passerella auto-celebrativa.

Evidenziando un’intelligenza superiore dei nostri governanti e ministri, non sono mancati commenti di comuni cittadini sui social che manifestavano turbamento per questa sfacciata pubblicizzazione dei dati personali.

A cercare di mettere una pezza è stato il Questore di Milano, Antonio de Iesu, che ha disposto l’oscuramente dei profili Facebook dei due Agenti. Alla precisazione degli intervistatori che le foto degli agenti erano state diffuse ai giornali proprio dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza ad opera del Dott. Mario Viola, il Questore non ha nascosto il disappunto dichiarando “Sono valutazioni che hanno fatto loro. Quello che è stato fin’ora a me non interessa”.

Dopo le contestazioni popolari all’ennesimo Governo non eletto c’è da pensare che Gentiloni & Co. abbiano preso la palla al balzo per incipriarsi il naso a favore di telecamera e di consenso. Malgrado l’eliminazione del terrorista sia avvenuta per puro caso fortuito non potevano farsi sfuggire l’occasione per magnificare l’apparato di sicurezza Italiano (allo sfascio) e inviare il loro (falso) messaggio di un’Italia che veglia sui cittadini.

Ogni passerella però ha un costo e in questo caso a pagarlo sono i due Agenti della Polizia di Stato verso i quali Minniti e Gentiloni deliberatamente, coscientemente e biecamente hanno ignorato le più banali e basilari norme di tutela.

Volevano cancellare gli oscuri ricordi dell’indecente ministro Alfano ma hanno subito dimostrato che la pasta di cui sono fatti è sempre la stessa. Se non peggio.

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