Marcello Foa asfaltato sul web: “la poltrona non serve per farsi pubblicità!”

Ritratto sorridente ed entusiasta col libro in mano, Marcello Foa, neo presidente della RAI al quale molti avevano riposto le proprie speranze per una televisione di Stato realmente libera e pluralista che uscisse dal monopolio della disinformazione e lavaggio del cervello imposto da anni dalla “sinistra”, è stato sommerso da commenti non proprio edificanti a causa del suo ultimo post uscito oggi su Facebook dove “pubblicizza” la riedizione di un suo libro del 2010.

Marcello Foa asfaltato su Facebook

Foa ha deciso di utilizzare l’enorme séguito guadagnato grazie la nomina politica alla più alta carica della TV pubblica per farsi pubblicità e monetizzare le sue fatiche letterarie.

La rivoluzione nella RAI? Le notizie su quel che sta facendo per estirpare il sistema incancrenito dell’informazione? Possono aspettare.

Ed è così che i suoi followers sono partiti all’attacco, delusi ed arrabbiati, con commenti al vetriolo.

Commento a Foa 1

I commenti sono più o meno tutti sulla stessa linea.

Elenco commenti a Marcello Foa

Al momento l’unica persona alla quale Foa dopo ore si è degnato di rispondere è stata quella che ha lasciato uno dei commenti più soft.

Marcello Foa risponde

La faccenda diventa ancora più grottesca se andiamo a rivedere il suo video postato il 7 ottobre 2018 nel quale si scusa della sua poca attività sui social a causa degli impegni che derivano dalla sua nuova responsabilità volta a rivoluzionare il sistema pubblico. Da quel momento effettivamente i post sono stati centellinati limitandosi a qualche foto e testo “di circostanza” con personaggi più o meno famosi.

In tutto questo Foa è riuscito però a trovare il tempo per un post promozionale e tentare di batter cassa dalla vendita.

Possiamo anche notare che sul profilo personale di Facebook capeggia non un’immagine che riporta al suo profilo “istituzionale”, ma bensì al suo precedente libro “Gli stregoni della Notizia – atto secondo”. Insomma, sembra che per Foa l’attività politica sia più un trampolino di visibilità per la vendita di libri più che per l’interesse dei cittadini.

Intanto la RAI continua a fare pena come sempre con buona pace di chi esultava per la sua nomina.

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