Irregolarità di voto all’estero: schede doppie e inviate anche a defunti

Si allarga l’elenco di irregolarità nelle modalità di voto degli Italiani all’estero. Sembra che il sistema di voto all’estero si presti facilmente ai brogli elettorali e dopo le buste arrivate per posta ordinaria che chiunque poteva ritirare e rispedire al posto del legittimo titolare, si apprende che ad alcuni elettori sono arrivate schede doppie e schede di persone decedute da anni.

E’ il caso di Edoardo Livolsi, Italiano residente a Praga, nella Repubblica Ceca, che afferma di aver trovato nella buchetta della posta due plichi distinti entrambi a suo nome e contenenti ciascuna una scheda per il voto referendario, il certificato elettorale e la busta preaffrancata da rispedire all’Ambasciata Italiana.

In Costa Rica invece c’è Emma Covioli che denuncia di aver ricevuto la scheda elettorale destinata a suo nipote deceduto ormai da 3 anni. Messa al corrente l’Ambasciata Italiana in Costa Rica le veniva risposto che non era l’unico caso.

Sempre in Costa Rica un’altra donna ha ricevuto la scheda elettorale destinata alla sorella, deceduta nel 2012.

Se si moltiplica il numero delle irregolarità per i quasi 5 milioni di Italiani sparsi per il mondo non è difficile immaginare la portata che potrebbe avere sul bilancio del risultato referendario.

Se anche nel 2013 è stato utilizzato lo stesso sistema di spedizione delle schede elettorali si comprende come il PD sia risultato il primo partito alla Camera proprio grazie ai voti provenienti dagli Italiani all’estero con 288.092 preferenze.

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